Afro

Afro Basaldella nasce a Udine nel 1912. Studia a Venezia e Firenze. Nel 1928 espone alla I Mostra della Scuola friulana d’avanguardia e, l’anno successivo, alla XX Esposizione dell’Opera Bevilacqua La Masa a Venezia. Grazie alla Borsa di studio della Fondazione Marangoni, nel 1929 si trasferisce a Roma. Qui entra in contatto con i protagonisti della Scuola Romana. Nel 1932 col fratello Mirko, scultore, frequenta lo studio di Arturo Martini.

Nel 1934 si lega al gruppo di artisti che gravita attorno alla Galleria della Cometa. Sono gli anni degli affreschi per il Collegio dell’Opera Nazionale Balilla di Udine (1936), ora scomparsi. Nel 1935 espone alla Quadriennale di Roma, nel 1936 alla Biennale di Venezia. Nel 1937 è a Parigi. Insieme a Cagli, lavora alle decorazioni per l’Esposizione Internazionale. Si lascia suggestionare dalla pittura impressionista e cubista. Tornato a Roma, tiene una personale dove dimostra grande maestria compositiva e notevole temperamento cromatico. Gli anni successivi lo vedono impegnato in numerose opere ad affresco.

Nel 1940 espone alla Biennale di Venezia con Montanari e Tamburi. Con lo scoppio della guerra, Afro si trasferisce a Venezia. Conosce Vedova, Turcato, Santomaso e insegna all’Accademia di Belle Arti. Dopo il 1945, superata una breve fase espressionista, approda a una sintesi lineare e coloristica, che si ricollega al suo interesse per il cubismo. Nel 1948 partecipa alla Quadriennale di Roma e alla “famosa” Mostra di arte contemporanea di Palazzo Re Enzo a Bologna, su cui si riversano le critiche di Palmiro Togliatti.

Il 1949 è un anno importante per l’evoluzione artistica di Afro. Dopo aver esposto al MoMa di New York alla mostra “XXth Century Italian Art”, passa qualche mese in America. Entra a far parte della “scuderia” della gallerista newyorchese Catherine Viviano e si avvicina alla produzione degli artisti americani dell’Action Painting. Nel 1951 Afro torna a Roma. Tra il 1952 e il 1954 entra a far parte del Gruppo degli Otto in cui confluiscono molti artisti del Fronte Nuovo delle Arti (Birolli, Morlotti, Turcato, Santomaso, Vedova). Insieme a tutto il gruppo espone alla Biennale di Venezia (1952 e 1954), ad Hannover, Colonia e Berlino.

Nel 1955 espone alla prima Documenta di Kassel, alla Quadriennale di Roma e ad una mostra al MoMA di New York. La mostra sarà presentata a New York, Minneapolis, Los Angeles e San Francisco.

È ormai famoso a livello internazionale e la Biennale di San Paolo gli conferisce un’altra onorificenza. Nel ’56 vince il primo premio quale miglior artista italiano alla Biennale di Venezia. Nel 1957 torna in America e realizza gli studi preparatori per Il Giardino della Speranza, destinato alla sede centrale dell’Unesco a Parigi.

Gli anni successivi lo vedono impegnato in numerose mostre internazionali: Documenta di Kassel (1959 e 1964), Biennale di Venezia (1960), Guggenheim Museum of New York (1961), Mathildenhöhe di Darmstadt (1967), Kunsthalle di Darmstadt (1969-70), Neue Nationalgalerie di Berlino, Palazzo dei Diamanti di Ferrara. Nel 1973 Afro partecipa alla X Quadriennale di Roma nell’ambito della mostra “Situazione dell’arte non figurativa”. Muore a Zurigo nel 1976.