Alberto Chiancone

Alberto Chiancone nasce a Porto Santo Stefano il 26 dicembre 1904 da genitori napoletani. Trasferitosi con la famiglia a Napoli, ancora adolescente, compie qui i suoi studi artistici presso il Regio Istituto d’Arte. Si diploma nella sezione di Decorazione Pittorica e al corso d’Arti Grafiche nel 1923. Da allievo espone in diverse rassegne d’arte. In questo medesimo Istituto insegnerà dal 1932 prima come professore incaricato, assistente di decorazione di Pietro Barillà, poi, come titolare della Cattedra di Decorazione Pittorica fino al 1976.

Nel 1920 espone ad una mostra d’arte giovanile napoletana e tra il 1923 e il 1927 partecipa alla Mostra Internazionale di Arti Decorative Biennale di Monza con diverse opere presentate dal Regio Istituto d’Arte di Napoli e a diverse rassegne artistiche, risultando spesso nell’elenco dei premiati.

Nel 1928 Chiancone fa parte del gruppo degli Ostinati, promosso dal Balestrieri, insieme a Barillà, Brancaccio, Girosi e Viti. Il gruppo si riunisce al Caffè Tripoli (sede di diverse iniziative, dibattiti e discussioni), in piazza del Plebiscito. L’azione trainante degli Ostinati fa molto per la trasformazione del mondo culturale ed artistico napoletano fermo ormai al vedutismo e al macchiettismo di maniera.

Nel 1929 partecipa alla prima Mostra Sindacale Fascista della Campania, è presente alla terza Mostra d’Arte marinara a Roma e all’Esposizione Internazionale di Barcellona: inizia così la sua intensa attività espositiva che lo vedrà partecipare alle più importanti manifestazioni d’arte a Napoli, in Italia e all’estero. Partecipa ad alcune edizioni della Biennale di Venezia, l’ultima nel’48 e a diverse edizioni della Quadriennale d’arte di Roma dal 1931 al 1959, alla Mostra internazionale di Parigi del 1937, a numerosissime mostre d’Arte Italiana all’estero. Espone inoltre con mostre collettive e personali in gallerie private di varie città italiane.

Nel 1935 firma un Manifesto, in cui sono enunciati i principi essenziali dei giovani pittori napoletani d’avanguardia, che prende posizione contro “le formule cerebrali e transitorie” riconoscendosi in una coerente linea italiana e napoletana dagli ideali “profondamente realistici, pittura che dalla fantasia e dal sentimento discende nella realtà, tecnica pittorica creata istintivamente…”. Nel 1949 è presente alla II mostra Nazionale d’Arte Contemporanea di Milano.

Chiancone muore a Napoli nel 1988