Alberto Savinio

Alberto Savinio , pseudonimo di Andrea Francesco Alberto de Chirico, è nato ad Atene il 25 agosto 1891, è stato uno scrittore, pittore e compositore italiano.

Dopo la morte del padre nel 1905 la famiglia si trasferisce a Monaco di Baviera dopo aver soggiornato a Venezia e Milano. Per un breve periodo Andrea de Chirico (Alberto Savino) studia contrappunto da Max Reger, e s’impegna nello studio del pensiero di Otto Weininger, Arthur Schopenhauer e Friedrich Nietzsche.

A causa dell’insuccesso delle sue composizioni, si trasferisce nel 1911 a Parigi, dove conosce molti esponenti delle avanguardie artistiche come Pablo Picasso, Blaise Cendrars, Francis Picabia, Jean Cocteau, Max Jacob e Guillaume. Insieme al fratello vi frequenta gli ambienti culturali e artistici, diventando amico di Guillaume Apollinaire.

Nel 1915 Alberto Savino torna insieme al fratello Giorgio in Italia. Soggiornano a Firenze e a Ferrara (destinati al 27º reggimento di fanteria), dove entrano in contatto con il circolo artistico di Filippo De Pisis e Carlo Carrà. Nel 1917 Alberto Savinio viene mandato a Salonicco.

Dopo la fine della prima guerra mondiale Alberto Savino giunge a Roma, dove entra nel gruppo di “Valori Plastici” (cardine della rivista e della attività ad essa collegate è Mario Broglio) e diventa uno dei maggiori teorici nel momento di passaggio dalla Metafisica al “ritorno all’ordine”.

Nel 1924 Alberto Savinio è tra i fondatori del Teatro dell’Arte, diretto da Luigi Pirandello.

Una prima segnalazione del suo lavoro come pittore compare nel 1925 sull’Index di Anton Giulio Bragaglia. Poco dopo Alberto Savino parte per Parigi, iniziando un rapporto di amore – odio con gli amici surrealisti. Da questo momento è arduo distinguere nella sua multiforme attività il lavoro sul piano letterario, poetico e musicale dalla pittura.

Nel 1926 Alberto Savino sposa Maria Morino, da cui ha la figlia Angelica (1928) ed il figlio Ruggero (1934). Nell’anno del matrimonio si trasferisce con la moglie a Parigi, dove si dedica alla pittura.

Nel 1933 Alberto Savinio pubblica nel numero 5 della rivista Le Surréalisme au service de la révolution il testo Achille énamouré mêlé à l’Evergète. La traduzione italiana di questo testo è pubblicata nel 1938 a Firenze sotto il titolo Achille innamorato nell’omonima antologia.

Nel 1933 Alberto Savino torna definitivamente in Italia e, dal 1934, collabora a “La Stampa”.

Dal 1934 si trasferisce a Roma, dove trascorre il periodo bellico. Europeista convinto della prima ora, alla fine del conflitto collabora con il “Corriere della sera” e il “Corriere d’informazione”, lavora anche come drammaturgo e regista di opere, scrivendo egli stesso opere e drammi per il teatro. Alberto Savino muore a Roma il 5 maggio 1952.