Aleksej Fedorov

Aleksej Fedorov nasce il I marzo 1898 nel villaggio Maksiovo, nella regione di Mosca, da una modesta famiglia di contadini le cui misere condizioni economiche incideranno sull’infanzia e sull’adolescenza dell’artista. Anche l’educazione scolastica di Fedorov nei primi anni è alquanto precaria: per volere del padre, infatti, non interessato a dare al figlio un’approfondita istruzione, dopo soli due anni abbandona la scuola ed alla morte della madre, avvenuta precocemente, viene mandato a fare il garzone da un fratello calzolaio. Ben presto, comunque, l’artista mette in luce le proprie capacità creative. Nell’autunno del 1910 Fedorov si trasferisce a Mosca presso alcuni parenti che, accortisi della sua particolare predisposizione per il disegno, lo esortano a dedicarsi allo studio ed alla pratica artistica presso il pittore di icone P. M. Sokolov. La scelta si rivela determinante per il futuro artista e segna “l’inizio di una nuova vita”: Fedorov, infatti, rimane affascinato da questo nuovo mondo ed intraprende con grande entusiasmo il suo apprendistato. Inizialmente si dedica a copiare litografie di visi e particolari anatomici, poi passa alle figure intere ed alle composizioni e solo successivamente affina le sue conoscenze sulla tecnica di lavorazione delle icone, imparando a mischiare i colori con il tuorlo d’uovo, a preparare le tavole, a ricoprirle d’olio.

Una volta appreso il mestiere, Fedorov incomincia a lavorare autonomamente, dedicandosi ad affrescare alcune chiese nella sua regione d’origine. Frattanto continua la propria preparazione artistica presso lo studio di Bolshakov e frequentando l’università Shanjavskij, ma proprio quando stava per entrare alla scuola di pittura, scultura ed architettura di Mosca viene chiamato per il servizio militare ed inviato nella città di Mariupol e deve quindi abbandonare l’arte. Congedato dopo sette anni, nel 1923, Fedorov affronta un periodo di gravi difficoltà, in cui è costretto ad accettare lavori saltuari pur di mantenersi e poter terminare la propria preparazione artistica, lavorando sia su ordinazione sia come illustratore. E’ in questo periodo (1929) che l’artista porta a termine i corsi presso l’Istituto Statale ISO NARKOMPROS, meritando la qualifica ufficiale di pittore, che gli permette di ottenere un incarico con mansioni direttive quale pittore ufficiale presso l’Istituto di Stato delle Ferrovie e del Trasporto fluviale: il gruppo da lui coordinato realizzerà mostre, musei, ristrutturerà piazze e strade arrivando anche a progettare un’intera città.

Probabilmente è da questo periodo che nasce la passione di Fedorov per il teatro, o meglio per la scenografia teatrale, che diventerà in seguito sua attività predominante. Da tempo l’artista ambiva a cimentarsi con la decorazione di dimensioni monumentali: l’occasione gli viene offerta nel 1936, quando viene raccomandato al famoso scenografo Lentulov. Frattanto, negli anni dal 1934 al 1937, Fedorov frequenta una scuola di perfezionamento con docenti quali Kurilko, Lansere e Gerasimov, che lo segue negli ultimi anni di scuola: conseguito il diploma viene infine assunto da una sezione dell’Istituto di Stato MOSSKHA.

Sono gli anni della piena maturità dell’ artista che dedica gran parte delle sue energie al teatro, alla scenografia ed alla pittura decorativa, realizzando scene per quasi tutti i teatri di Mosca. Innumerevoli i suoi interventi in questi anni. Una produzione molto feconda, sempre ammirata per la particolare qualità della sua pittura sulla scena, che riusciva a mantenere l’afflato della vera pittura a cui l’artista incessantemente tendeva.

Nonostante l’attività svolta per il teatro lo abbia indubbiamente impegnato intensamente, Fedorov ha sempre continuato a dedicarsi anche alla pittura su cavalletto, in una costante simbiosi necessaria per la sua arte ed esponendo con successo i suoi lavori a Mosca in più occasioni. Gli anni ’70 rappresentano un turning point nella sua attività di pittore: l’artista si dedica sempre più alla pittura mentre nei suoi lavori emerge l’intenso impatto esercitato dal paesaggio della Russia centrale, dove amava trascorrere l’estate ritirandosi nella sua casa sul fiume Medvediza per dipingere a contatto con la natura. Difficile, se non impossibile, comunque, estrapolare un’univoca linea di tendenza nel suo lavoro: interessato alle esperienze pittoriche europee, come si evince in particolare nei paesaggi che rappresentano il momento migliore della sua produzione, l’artista evidenzia un aperto eclettismo che mette in luce il notevole influsso esercitato dagli impressionisti.