Gino Severini

Gino Severini nasce il 7 aprile 1883 a Cortona.

Si trasferisce a Roma e nel 1901 vi incontra Umberto Boccioni: i due artisti visitano Giacomo Balla nel suo studio e vengono da lui introdotti alla pittura divisionista. Gino Severini frequenta la Scuola Libera del Nudo all’Accademia e la Scuola serale del disegno a Villa Medici. Nel 1906 è a Parigi, dove si afferma come uno dei protagonisti dell’avanguardia, ma non per questo interrompe i suoi rapporti con l’Italia.

Ben presto entra in contatto con gli esponenti dell’avanguardia parigina. Sollecitato da Filippo Tommaso Marinetti e Boccioni, Severini aderisce al movimento futurista e firma il Manifesto Tecnico della Pittura Futurista dell’aprile 1910. A differenza degli altri futuristi è poco attratto dal tema della macchina e più spesso sceglie figure di danzatori per esprimere le teorie futuriste del dinamismo nell’arte. Dal 1916 al ’21, anno in cui pubblica Du cubisme au classicisme, passa dal purismo cubista a un neoclassicismo con echi metafisici.

Nel 1923 Gino Severini è presente alla Biennale romana; partecipa alle due mostre milanesi del Novecento italiano (1926 e ’29) e a quella di Ginevra (1929). Nel 1928 fa ritorno nella capitale, mentre iniziano ad apparire nel suo lavoro elementi tratti dal paesaggio antico di Roma.

Nel 1930, con gli altri “italiani di Parigi”, è presente alla Biennale di Venezia; partecipa quindi alle Quadriennali del 1931 e ’35, anno in cui vince il Gran Premio per la pittura, presentando un’intera sala e si stabilisce a Roma. Tornato a Parigi, alterna soggiorni tra la Francia e Roma. Realizza una decorazione per l’Esposizione Universale di Parigi e nel 1938 espone i suoi mosaici alla Galleria della Cometa. Dopo la guerra, Severini è tra i maestri riconosciuti delle nuove generazioni (tra l’altro è presidente dell’Art Club). Oltre che alla pittura da cavalletto si dedica a impegnative imprese decorative. Negli anni ’50 ritorna ai temi del suo periodo futurista: danzatori, luce, movimento. Durante l’intero arco della sua carriera Severini pubblica importanti saggi teorici e libri su argomenti d’arte. Muore a Parigi il 26 febbraio 1966.