Giorgio De Chirico

Nasce il 10 luglio 1888 a Volos capitale della Tessaglia in Grecia. Secondogenito di tre fratelli, Giorgio viene colto dalla Musa della pittura e assecondato dal padre nella passione per l’arte. Si iscrive all’Istituto Politecnico di Atene e si trasferisce successivamente a Monaco per continuare gli studi. Qui è attratto irresistibilmente dal segno grafico, assai visionario, di Kubin nonché dalla pittura dei simbolisti Boecklin e Klinger.

L’arte non resta il suo esclusivo campo di interesse, si apre invece alla letteratura e alla filosofia. In particolare, rimane affascinato dal pensiero di Schopenhauer, Nietzsche, e Weininger. Tutti questi elementi assumono un’importanza radicale nella poetica dell’artista. Nel 1910, torna in Italia prima a Milano, poi a Firenze dove subisce l’influenza di Giotto e della pittura primitiva toscana, orientandosi verso un disegno ricco di impianti prospettici e di costruzioni a forma di arcate. Nel suo pellegrinaggio artistico giunge anche a Torino, colpito non solo dall’essere stata la città degli ultimi anni di Nietzsche, ma anche per la severità della sua linea architettonica. Sul piano artistico si fanno invece strada le prime coordinate stilistiche del De Chirico più conosciuto.

Stanco di Torino, nel 1911 raggiunge il fratello Andrea (Savinio) a Parigi dove riceve gli apprezzamenti di Apollinaire. Nel 1913 espone tre opere al Salon d’Automne e tre al Salon des Indépendants dove viene notato da Picasso grazie al quale stringe amicizia con Brancusi, Braque, Jacob, Soffici, Léger e Derain. Apollinaire organizza nell’atelier dell’artista una mostra di trenta opere e recensisce De Chirico su “L’intransigeant” utilizzando il termine “metafisico”.

Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale Giorgio e Andrea rientrano in Italia per arruolarsi nell’esercito: Andrea parte per la Grecia mentre Giorgio è ricoverato per disturbi nervosi all’ospedale psichiatrico di Ferrara dove resterà fino alla fine della guerra. Il paesaggio urbano ferrarese è fondamentale per la definitiva impronta metafisica. Nel 1916 conosce Filippo De Pisis ed il pittore futurista Carrà, con cui inizia il percorso che lo porta a definire i canoni della pittura metafisica. A partire dal 1920 tali teorizzazioni sono divulgate dalle pagine della rivista “Pittura metafisica”. La miglior produzione pittorica di De Chirico è tra il 1909 e il 1919: i quadri di questo periodo sono memorabili per le pose e per gli atteggiamenti evocati dalle nitide immagini. Le opere realizzate dal 1915 al 1925 caratterizzate dalla ricorrenza di architetture essenziali saranno ispiratrici di architetture reali realizzate nelle Città di fondazione di epoca fascista, dove il Razionalismo Italiano lavorerà anche su forme, spazi e particolari architettonici metafisici

Sono anni di attività espositiva intensa a cui affianca anche quella di scenografo. Nel 1935, è chiamato negli Stati Uniti dove rimane fino al 1936 con la compagna Isabella Far, cui resterà legato fino alla morte. Nel 1937 è costretto a spostarsi tra Milano, Parigi, Londra, Firenze, Torino e Roma dove espone per la seconda volta alla Quadriennale. Nel 1947 si stabilisce definitivamente a Roma in Piazza di Spagna. Giunto ormai al termine della sua vita continua incessantemente a dipingere con maggiore passione. Nel 1970 espone a Milano e nel 1972 a New York, nello stesso anno Parigi lo nomina membro dell’Accademia di Belle Arti e gli dedica un’esposizione. Si spegne a Roma nel novembre 1978 onorato dai critici di tutto il mondo.