Giovanni Romagnoli

Giovanni Romagnoli nasce a Faenza nel 1893. Nel 1906 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Diplomatosi nel 1911, partecipa subito a manifestazioni di rilevanza nazionale come le mostre della Secessione Romana e alle annuali mostre dell’Associazione “Francesco Francia”. Nel 1917 ottiene il Premio Curlandese, uno dei più prestigiosi riconoscimenti riservati ai giovani artisti. È con Protti, Pizzirani, Fioresi e Corsi fra coloro che vengono definiti “secessionisti” insieme al gruppo “vociano” dei Morandi, Vespignani, Severo Pozzati, Licini e Mario Bacchelli. Nel 1920 gli viene assegnato il Premio Baruzzi e nel 1921 è presente alla Biennale romana con altri bolognesi.

Nel 1924 viene invitato alla XIII mostra del Premio Carnegie e ottiene il secondo premio suscitando l’interesse della critica americana. Questo successo non è forse estraneo al fatto che Romagnoli viene invitato ad esporre nello stesso anno ben diciannove opere alla XIV Biennale di Venezia. Nel 1925 partecipa ancora al Premio Carnegie a Pittsburgh e l’anno successivo è nominato membro della giuria insieme a Pierre Bonnard.

Nel 1927 tiene mostre personali a Cleveland e a Chicago. Nonostante questi successi, Romagnoli non trascura le mostre bolognesi della “Francesco Francia” e partecipa alle rassegne nazionali alle quali è costantemente invitato. Nel 1927 gli vengono affidati i lavori di decorazione del Teatro Verdi a Bologna. Nel 1930 è ancora presente al Premio Carnegie con Carena, partecipa anche alle edizioni del 1930 e del 1931. Nel 1935 è presente alla II edizione della Quadriennale di Roma. A Bologna ottiene la cattedra di decorazione all’Accademia di Belle Arti, che ricoprirà fino al 1940, lo stesso anno in cui la Biennale di Venezia gli dedica una personale.

Nel dopoguerra espone in alcune mostre bolognesi, ma l’accoglienza è assai tiepida da parte dei critici che pur stimano Romagnoli. Alla Biennale del 1948 ha solo due opere e la sua figura appare sempre più quella di un artista isolato. In America però non è stato dimenticato e lo ritroviamo nel 1949 a Pittsburgh dove ha l’incarico di affrescare una parete nella Sala Italiana dell’Università.

Continua a partecipare a mostre locali e, dal 1953, è presente alle edizioni della Mostra nazionale dell’incisione contemporanea a Venezia. Nel 1956 ha sei opere alla Biennale di Venezia. Nel 1956 Romagnoli è nominato direttore della Accademia di belle arti di Bologna, incarico che manterrà fino al 1960. Espone alle mostre della Permanente di Milano, al Morgan’s Paint di Rimini, alle mostre d’arte sacre dell’Angelicum a Milano.

Nel 1961 per iniziativa della Associazione “Francesco Francia”, si apre nelle sale di Palazzo Re Enzo una grande mostra antologica che raccoglie nel comitato scientifico i più bei nomi della cultura artistica del capoluogo emiliano: Bottari, Gnudi, Arcangeli e Raimondi. Sono esposte circa 150 opere fra dipinti, sculture, disegni, acqueforti. La rassegna raccoglie un ampio successo di stima, ma non lascia esiti nel dibattito critico, tutto concentrato sulle avanguardie.
Il 10 giugno 1976 Giovanni Romagnoli si spegne all’età di ottantatre anni.