Pompilio Mandelli

Nasce a Villarotta di Luzzara, in provincia di Reggio Emilia nel 1912. Nel 1928, si trasferisce a Bologna, dove inizia a frequentare la scuola privata di Giuseppe Regazzi. L’anno seguente conosce Giorgio Morandi. Nel 1932 Mandelli è ammesso all’Accademia di Belle Arti. L’anno dopo conosce Virgilio Guidi, del quale sarà assistente in Accademia per oltre sedici anni, subentrandogli, nel 1963, alla cattedra che terrà fino al 1978.

Esordisce al pubblico nel 1934 con la partecipazione alla IV Mostra Interprovinciale del Sindacato Fascista di Belle Arti dell’Emilia Romagna e nel 1935 a Venezia vince i Littoriali aggiudicandosi la possibilità di esporre un’opera all’edizione della Biennale di Venezia del 1936. Nel 1939 partecipa alla III Quadriennale Nazionale di Roma. Nel 1940 espone nuovamente alla Biennale di Venezia.

Nel 1945 con Carlo Corsi, Aldo Borgonzoni, Luciano Minguzzi e Ilario Rossi fonda sempre a Bologna la Galleria Cronache. Qui Mandelli tiene la sua prima personale nel 1946, presentato da Francesco Arcangeli al quale sarà legato da profonda amicizia. All’inizio del 1947 si reca a Parigi dove ha modo di approfondire la propria formazione. Proprio nel 1947, infatti, la sua pittura inizia un processo di evoluzione, che si compirà negli anni cinquanta, dal figurativismo di ascendenza espressionista ad una progressiva astrazione di matrice informale, caratterizzata dalla progressiva rottura e scarnificazione della forma. Nel 1948 espone nuovamente alla Biennale di Venezia.

Nella Biennale di Venezia del 1950 espone tre dipinti con Figure nella quale è evidente una certa vicinanza al coevo clima postcubista e che si ritrova anche nelle opere esposte alla Galleria La Strozzina di Firenze l’anno seguente, e in quelle presentate alla “Mostra Italia – Francia” di Torino sia nel 1951 che nel 1952 e alla I Biennale di San Paolo del Brasile. Nel frattempo, giunge alla piena maturazione il suo stile di orientamento informale. Nell’edizione della Biennale del 1956, riaffiora nelle opere presentate da Mandelli nella sala a lui dedicata il tema della figura umana. Nel 1958 è incluso da Palma Bucarelli nella mostra “Italiensk Malerei” a Copenhaghen e tiene una nuova personale alla Galleria La Loggia di Bologna.

Nel 1960 è presente alla Quadriennale di Roma con cinque Figure e tiene una nuova personale presso la Galleria Il Canale di Venezia. Nel 1962 gli viene nuovamente tributata una sala personale alla Biennale di Venezia, riconoscimento che otterrà anche nell’edizione del 1972. Nel 1964 la sua pittura si evolve nuovamente verso una maggiore solidificazione della materia pittorica, visibile nella personale alla Galleria San Luca di Bologna del 1966. Nel 1968 è nominato direttore dell’Accademia di Belle Arti. Nel 1970 espone alla Galleria Comunale di Arte Moderna di Bologna. Nei primi anni settanta continuano le sue numerose mostre personali e la partecipazione a collettive.

Nel 1972 Mandelli è incluso nella rassegna “Opera e comportamento”, organizzata in occasione della Biennale di Venezia da Arcangeli. Nel 1984 partecipa alla Biennale Nazionale d’Arte Sacra a Pescara, alla quale torna anche l’anno seguente. Nel 1986 partecipa nuovamente alla Quadriennale di Roma e nel 1994 alla Biennale di Milano. Nel 1995 gli viene tributata una nuova importante antologica al Salone del Podestà di Bologna, seguita da quella nel 2002 al Palazzo Magnani di Reggio Emilia. L’ultimo importante riconoscimento alla sua carriera è l’assegnazione del Premio Marconi nel 2001. Muore a Bologna nel 2006.