Renato Guttuso

Renato Guttuso, pittore siciliano, fra i più rappresentativi del Novecento europeo, nasce il 26 dicembre 1911 a Bagheria.

Influenzato dalla frequentazione dello studio del pittore Domenico Quattrociocchi e della bottega del pittore di carri Emilio Murdolo, il giovane Guttuso inizia appena tredicenne a datare e firmare i propri quadri. Si tratta per lo più di copie, ma non mancano ritratti originali.

Durante l’adolescenza Renato Guttuso frequenta lo studio del pittore futurista Pippo Rizzo e gli ambienti artistici palermitani. Sentendo sempre più forte l’inclinazione alla pittura, Renato Guttuso si trasferisce a Palermo per gli studi liceali e poi all’Università, mentre la sua formazione che si modella sulle correnti figurative europee, da Courbet a Van Gogh a Picasso, lo porta a Milano e a viaggiare per l’Europa.

Tornato a Palermo, nel 1932, insieme a Noto, Barbera e Franchina, forma il Gruppo dei Quattro, interessante sodalizio che intende contrapporre alla retorica di Valori Plastici e del Novecento un’arte rinnovata che si cimenti con la realtà del quotidiano, con temi etici, politici ed esistenziali attraverso una ritrovata libertà espressiva. Un lungo soggiorno di tre anni a Milano (1934-1936), permette a Renato Guttuso di stringere grandi amicizie con artisti come Birolli, Sassu, Manzù, Fontana con cui dividerà lo studio, e molti intellettuali. Dal 1937 al 1939 Renato Guttuso vive a Roma; in questi anni nasceranno le amicizie con Moravia, Trombadori e Alicata che avranno un ruolo determinante nella sua adesione al partito comunista, nel quale si iscriverà nel 1940. Sono gli anni delle straordinarie nature morte, della “Fucilazione in campagna” (dedicata a Federico Garcia Lorca), della “Fuga dall’Etna”, che riceverà il premio Bergamo, in quel momento il più importante premio di pittura in Italia.

Il dipinto che gli dà la fama, fra mille polemiche da parte anche del clero e del partito fascista perché sotto il soggetto sacro denunzia gli orrori della guerra, è “Crocifissione” (1940-41). Nel 1946 Renato Guttuso assieme ad alcuni artisti ed amici tra i quali Birolli, Vedova, Marchiori, il gallerista Cairola fonda il movimento Fronte Nuovo delle Arti, un raggruppamento di artisti molto impegnato politicamente con l’obiettivo di recuperare le esperienze artistiche europee che a causa del fascismo sono poco conosciute in Italia. Nel 1950 Renato Guttuso tiene la sua prima personale a Londra ed è presente alle Biennali di Venezia del 1952-1954-1956. Tra il 1957 e il 1965 Renato Guttuso collabora alle più importanti riviste italiane e internazionali con scritti di teoria e critica d’arte, prendendo posizione nel dibattito sul realismo.

Nel 1966 Renato Guttuso realizza il grande ciclo dell’Autobiografia. Nel 1983 affresca una cappella del Sacromonte di Varese con la Fuga in Egitto. Nel 1985 affresca l’intera volta (più di 120 mq di pittura, un’opera monumentale) del soffitto del teatro lirico Vittorio Emanuele di Messina, rappresentando la leggenda del Cola Pesce.
Muore a Roma il 18 Gennaio 1987.