Vladimir Volk

Nato nella città di Ramensk, nella regione di Mosca, nel 1939, Volk proviene da una famiglia agiata dell’ex URSS: la madre era medico ed il padre finanziere. Dopo i primi approcci al mondo dell’arte, la scelta più significativa si pone nella decisione di seguire i corsi dell’Università delle Arti per Corrispondenza, che porta a termine nel 1964, anno in cui entra a far parte della Bottega Artistica diretta da V.P. Miturica, già suo insegnante durante gli anni di università.

Qualche anno dopo, precisamente nel 1969, Volk completa anche gli studi presso la facoltà Grafico-Artistica dell’Istituto di Pedagogia di Mosca per Corrispondenza. Nel 1977, i meriti acquisiti con i lunghi studi accademici e la stima per il suo lavoro lo portano ad essere ammesso tra i membri dell’Unione degli Artisti dell’URSS. Si colloca in questi stessi anni un’intensa attività espositiva – che si concretizza nella partecipazione a più di 50 Mostre Pan-sovietiche, esposizioni tra le più ambite nell’ex URSS – a cui si affianca una ricca produzione che lo vede spaziare su vari fronti dell’orizzonte artistico, dal campo della grafica, alla pittura, alla scultura, fino a giungere ai più recenti impegni internazionali che l’hanno visto presente in vari paesi europei, nella Corea del Sud e negli Stati Uniti.

Artista dalle poliedriche capacità – come già i suoi studi mettono in luce – amante della sperimentazione e della ricerca, Volk si mostra profondamente consapevole delle potenzialità dell’arte, che lui stesso definisce nel suo complesso fondersi di improvvisazione artistica, razionalità, tracce di vita vissuta. L’opera di Volk, apertamente vicina agli ideali non-conformisti, evidenzia anche la forte vena sperimentatrice che è caratteristica propria dell’artista di Ramensk, che si configura non solo in un’apertura verso le diverse potenzialità espressive rappresentate da grafica, pittura e scultura, ma anche in un dichiarato interesse per la ricerca, per l’uso di materiali insoliti, non tradizionali, che lo portano a collocare sulla tela, insieme al colore, anche legni, foglie ed altri oggetti dotati di autonomo spessore e corposità.

Creatore di un’arte non aulica, dai toni quasi dimessi, nella sua produzione Volk testimonia una molteplicità di spunti e la ricerca di una personale forma espressiva che molto deve ai richiami della tradizione artistica europea, a cui l’artista mostra di volgersi con spasmodico interesse.

Accanto a numerose realizzazioni collocabili nel filone della tradizione sovietica compaiono lavori in cui la scontata impostazione realistica lascia il campo a più ardite sperimentazioni incentrate su un ripensamento della tradizione cubista, e a cui si viene affiancando una componente tra il fantastico ed il decorativo, nella libertà compositiva che domina lo spazio e nel processo di scarnificazione che si attua sulle forme, spesso ridotte a tracce sinuose al limite dell’astrazione. Evidente appare anche la tensione verso scelte cro-matiche che optano per un colorismo acceso e brillante, con accostamenti più arditi ed insoliti.